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Alopecia Seborroica, Areata, Mucinosa |
| Argomenti tratti da: Morfologia e Patologia dei Capelli e del Sistema Pilifero - di Angelo Benedetti Via Prampolini 41, Carpi (MO) - Italy |
| Alopecie acquisite da causa ignota |
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Alopecia
areata
È una forma acquisita, non cicatriziale, piuttosto frequente, che colpisce indifferentemente i due sessi, prediligendo letà giovanile, anche se è rara prima dei quattro-cinque anni. Ha una fisionomia clinica peculiare in quanto è caratterizzata da una rapida e completa caduta dei capelli in chiazze tonde od ovali a limiti netti, asimmetricamente distribuite al cuoio capelluto, al volto ed anche ad altre zone coperte da peli (ascelle, pube, ecc.). Le chiazze hanno un diametro di 1-5 cm.; possono confluire in modo tale che il processo morboso viene ad interessare tutti i peli di una data regione, in genere il cuoio capelluto (area Celsi decalvante) o addirittura lintero sistema pilifero (alopecia universale). La superficie della chiazza non presenta tracce di desquamazione; allinizio è leggermente edematosa ed iperemica, successivamente diventa pallida, depigmentata, leggermente depressa al centro e solitamente lassa. È clinicamente differenziabile dalle altre forme di alopecia, perché gli sbocchi dei follicoli sono ben evidenti ed alla periferia della chiazza, soprattutto quando questa è in espansione, i peli vengono via con estrema facilità. Tali peli hanno, poi, una morfologia molto tipica; infatti presentano a pochi mm. dallo sbocco del follicolo, un rigonfiamento ed una sfrangiatura che li rende fragili, per cui basta il minimo trauma per spezzarli. La parte distale, quindi, cade ed il pelo che rimane è lungo pochi mm., con lestremità distale rigonfia, e la radice assottigliata ed appuntita. Per questa loro morfologia sono conosciuti come «peli a punto esclamativo»; scompaiono quando la chiazza cessa di estendersi, ricomparendo però quando la malattia, in fase recidivante, riprende la sua attività. Il tricogramma di questa alopecia è caratterizzata dalla fase in evoluzione. La malattia non si accompagna ad alcun sintomo subiettivo ed ha un decorso molto vario: accanto a forme che si risolvono in pochi mesi ve ne sono altre in cui le chiazze alopeciche restano stazionarie per anni o, peggio ancora, tendono ad estendersi progressivamente. Segno di maggiore gravità è la partecipazione di peli di zone diverse dal cuoio capelluto, cioè della barba, delle ciglia, delle sopracciglia, del corpo. Le forme prepuberali, in genere, hanno prognosi più sfavorevole con tendenza alle recidive o ad evoluzione verso la forma totale o maligna. Particolarmente grave è il tipo noto come alopecia ofiasica che inizia con chiazze lungo linserzione dei capelli, alla nuca e alle regioni temporali, che poi confluiscono tra loro facendo assumere al limite della lesione un aspetto ondulato. Sempre con prognosi sfavorevole è da ricordare lalopecia di tipo decalvante, che rende il capillizio completamente glabro, e lalopecia universale che investe tutte le regioni pelose del corpo (alopecia maligna). In genere le chiazze rimangono stazionarie per periodi di durata diversa. In seguito diventano meno pallide, la cute depressa si rileva ed infine ricompaiono i capelli, dapprima fini e scoloriti, successivamente più forti e pigmentati; in alcuni casi può residuare una leucotrichia permanente. A livello delle chiazze alopeciche si può rilevare un restringimento dei vasi sanguigni con conseguente ridotto apporto ematico, responsabile delleventuale atrofia del bulbo. Il follicolo pilifero appare ipoplastico, superficializzato e circondato da un infiltrato infiammatorio prevalentemente linfocitario. Leziopatogenesi dellalopecia areata non è ancora nota, anche se, ovviamente, è legata al ciclo di sviluppo del pelo. Viene attribuita notevole importanza a disturbi enzimatici della zona proliferativa bulbare e del sistema neurovascolare della papilla. Sembra che giochino un ruolo importante squilibri neurovegetativi, foci infettivi, meccanismi autoimmuni ed anche condizioni focali. Si nota anche, non raramente, una certa familiarità. Terapia La terapia locale tende a stimolare la crescita dei peli tramite vasodilatazione. A tale scopo si possono usare mezzi chimici e cioè soluzioni ad azione revulsiva contenenti esteri dellacido nicotinico, jaborandi, formalina, ammoniaca ecc.; oppure mezzi fisici quali raggi ultravioletti o neve carbonica. La terapia generale tende ad equilibrare il sistema nervoso con sedativi e tranquillanti ed a correggere eventuali disendocrinie. In alcuni casi sembra che la terapia corticosteroidea abbia dato buoni risultati. Alopecia seborroica È unaffezione molto frequente, che predilige il sesso maschile, pur non risparmiando quello femminile. La caduta dei capelli comincia nel periodo post-puberale, in genere verso i 17-20 anni, con lento ma progressivo diradamento del capillizio. La caduta è tanto più intensa quanto più è precoce e, nelle forme più gravi, il paziente a trentanni può essere completamente calvo. Lalopecia comincia alle regioni temporali per poi estendersi anche alla fronte e al vertice. La perdita di capelli può poi arrestarsi, oppure proseguire interessando tutto il cuoio capelluto allinfuori di una corona di capelli, che abbraccia la metà inferiore delle regioni parietali e della regione occipitale (calvizia ippocratica). Le zone colpite sono spesso sede di una alopecia definitiva. Nei casi in cui si instaura tale sindrome il cuoio capelluto è sede di una seborrea grassa o secca (forfora) e si presenta leggermente infiammato. La seborrea è dovuta ad una produzione eccessiva di sebo, vicino alla radice dei capelli, in seguito ad un anomalo funzionamento delle ghiandole sebacee. La seborrea, comunque, varia da caso a caso e, secondo alcuni, è la causa che determina la caduta del capello con tutto il bulbo. La causa responsabile del quadro patologico non è chiara: alcuni dati fanno supporre una certa credo-familiarità ed un ruolo non indifferente giocato dagli ormoni, soprattutto androgeni (insorgenza dopo la pubertà, assenza negli eunuchi, predilezione per il sesso maschile, miglioramento con gli estrogeni, somministrabili però solo alle donne). Sembra che, nei soggetti colpiti da questa sindrome, sia aumentata la recettività del follicolo pilifero nei confronti del testosterone, in quanto normalmente i tassi ematici ditale ormone sono normali. Terapia Si cerca di correggere la disendocrinia o la dismetabolia di base, quando questa è evidente. La terapia locale tende a ridurre la seborrea con antiseborroici e riduttori; a tale scopo sono adatti shampoo a base di zolfo, derivati del catrame, olio di cade, ecc. Molto utili per limitare latrofia del bulbo, sono inoltre le lozioni revulsive. Risultati abbastanza buoni danno anche gli estrogeni, sconsigliati però per gli uomini. Pseudo-area di Brocq È unaffezione piuttosto rara che colpisce entrambi i sessi, con prevalenza le donne tra i 20-40 anni. È unalopecia di tipo cicatriziale, nella quale la distruzione dei follicoli piliferi porta alla formazione di chiazze rotonde od ovali, dai contorni irregolari, di colorito bianco-roseo, lisce, talora con alcuni ciuffetti di peli, non desquamate, prive di osti follicolari, a differenza dellalopecia areata. Linizio della calvizia è subdolo, asintomatico; le prime chiazze appaiono al vertice per poi estendersi e confluire. Non vi sono segni di infiammazione, né croste, pustole o capelli spezzati. Leziopatogenesi ditale malattia, che causa unalopecia definitiva, non è nota. È, inoltre, assolutamente insensibile a qualsiasi terapia. Alopecia mucinosa È una malattia, individuata da Pinkus, le cui caratteristiche non sono ancora ben note, perché sono ancora dubbi i rapporti con altre affezioni cutanee (es.: linfomi), né si conosce il meccanismo responsabile della formazione delledema intercellulare e dellaccumulo di materiale mucinoso a livello del follicolo, fenomeni sicuramente responsabili della patologia. Terapia sembra che si possano ottenere risultati con la roentgenterapia e, in maniera particolare, con i corticosteroidi sia per via locale sia per via generale. |
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