Parrucchiera Ciuffo by Patty - Problemi legati alla Caduta Capelli, Calvizie: Alopecie o Alopecia  
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Alopecia

Argomenti tratti da: Morfologia e Patologia dei Capelli e del Sistema Pilifero - di Angelo Benedetti Via Prampolini 41, Carpi (MO) - Italy
 
Con il termine alopecia si intende la caduta o la mancanza parziale o totale di peli o di capelli.
Abbiamo tipi diversi di alopecie che possiamo raggruppare in classi differenti a seconda se si considera l’origine, l’estensione, l’andamento o la causa che le ha determinate.
Si possono infatti suddividere in: primitive e secondarie, a seconda che siano o meno conseguenti ad altri fatti patologici; oppure, a seconda dell’estensione, in regionali o circoscritte, totali (del cuoio cappelluto) e universali (quanto colpiscono tutta la superficie cutanea).
Abbiamo, poi, delle forme di alopecia acute, con prognosi normalmente favorevole e ricrescita dei capelli, e delle forme croniche in cui tutto dipende dall’andamento della malattia di base che le ha provocate.
Si parla anche di alopecia generalizzata intendendo, in questo caso, una perdita acuta di capelli, che in genere è segno clinico di svariate malattie febbrili (Erisipela, Morbillo, Scarlattina, Tifo, Eritrodermia, Eruzioni medicamentose diffuse, Influenza), oppure di malattie croniche (Sifilide, Tubercolosi, Lebbra, Cancro, Micosi fungoide, Morbo di Basedow, ecc.).
Per noi è però molto più chiaro suddividere le alopecie in:

1) Alopecie congenite;
2) Alopecie acquisite.


ALOPECIE CONGENITE
Sono rare forme, spesso eredo-familiari, in genere associate ad altre anomalie di sviluppo. Possono essere circoscritte o generalizzate; a volte i peli non mancano del tutto ma sono molto diradati (ipotricosi).
Le zone della cute interessate presentano un aspetto atrofico con assenza di follicoli piliferi; sono quindi forme definitive e nessuna terapia è efficace. Tra le forme di alopecia congenita circoscritta si possono ricordare: il «Triangolo di alopecia temporale», con apice posteriore e la «Forma maculosa» caratterizzata da piccole chiazze alopeciche, localizzate al vertice ed alle regioni parietali.


ALOPECIE ACQUISITE
sono le forme di gran lunga più frequenti tra cui, a seconda dell’esito della patologia, possiamo distinguere delle forme definitive o cicatriziali e delle forme non cicatriziali in cui è possibile la ricrescita dei peli e dei capelli.
L’esito cicatriziale è evidente quando manca il disegno cutaneo superficiale e quando, nel territorio colpito, restano alcuni capelli perfettamente normali su una cute assottigliata e biancastra.
Si può verificare in seguito a cause diverse: Ferite, Ustioni, Foruncoli, Herpes, Favi, vari tipi di acne (necrotizzante, conglobata), Sifilide tardiva, Lupus comune, Sclerodermia, Tricofizia profonda, Pseudoarea di Brocq, Foilicolite decalvante della testa e della barba, ecc.. In tutti questi casi la malattia provoca atrofia completa dei follicolo pilifero.
Quando invece sono ancora visibili gli osti foliicolari l’esito non è cicatriziale. Inoltre, per quello che riguarda le forme non cicatriziali, si deve ricordare che, in ogni follicolo, l’attività è ciclica, cioè un periodo di riposo o di involuzione (telogen) segue sempre a un periodo di crescita o di attività (anagen).
Durante il ciclo, il bulbo pilifero subisce delle modificazioni, esaminando le quali è possibile valutare in quale fase si trova il capello.
Il capello in anagen è riconoscibile perché il bulbo e le guaine sono integre e la zona cheratogena è scura, mentre il capello in teiogen presenta bulbo a dava e assenza di guaine.
Si può verificare alopecia quando il ciclo del follicolo subisce una accelerazione verso la fase di riposo: si ha quindi un effluvium di tipo telogen (involutivo), cioè una diminuzione di capelli in crescita ed un aumento di quelli in involuzione. Si ha alopecia anche quando diminuisce l’attività mitotica delle cellule del bulbo: si parla allora di effluvium di tipo anagen o evolutivo. In quest’ultimo caso i capelli si distaccano non perché si è accelerato il ciclo verso la fase involutiva, ma perché è stata inibita l’attività mitotica del bulbo.
Per alcune alopecie acquisite è possibile individuare un fattore eziopatogenetico responsabile, per altre la causa rimane ignota.

 
Continua con:
ALOPECIE ACQUISITE DA CAUSA NOTA
ALOPECIA ACQUISITA DA CAUSA IGNOTA

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